Accendere il Sud, secondo motore

Accendere il Sud, secondo motore

Accendere il Sud, secondo motore

“Veniamo da una lunga stagione di dibattito politico-economico sul divario tra i territori, abbiamo parlato di come ogni regione potesse superare la pandemia da sola, abbiamo pensato che i Paesi fossero due. Tutti discorsi inutili. Sono 15 anni che il Paese non cresce come il resto d’Europa, ci stiamo rendendo conto di aver tenuto spento il motore del Mezzogiorno”. Così Luca Bianchi, direttore dello SVIMEZ, durante l’intervento a 'Economica: casa delle imprese e del lavoro', evento organizzato da Anpit, Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario. “Il modello di efficienza del Nord - continua Bianchi - non si risolve da solo, ma ha bisogno del Sud. Questa contrapposizione non è compatibile con lo sviluppo del Recovery, il cui 40% è stato stanziato sul Mezzogiorno. Non basta scrivere questo sulla carta. Il Sud vince sempre la battaglia degli stanziamenti, poi la spesa effettiva non è quella, per carenze nelle capacità di progettazione e attuazione da parte degli enti locali. Ciò rischia di ripetersi anche nel PNRR se non rafforziamo subito, con nuove competenze, le pubbliche amministrazioni dei territori più deboli". Durante il confronto è intervenuto il presidente di Anpit Federico Iadicicco, spingendo per il “superamento di una conflittualità che sta emergendo nella società, provando a rimettere insieme  le parti disperse del Paese, riunendo le parti sociali, le organizzazioni sindacali, datoriali, gli economisti, la politica”.

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