Sapevamo già tutto

Sapevamo già tutto

Sapevamo già tutto

Sapevamo già tutto, di Giuseppe Governale, edito da Solferino, è un libro sulla mafia. E più in generale sulla criminalità organizzata, scritto da chi l’ha combattuta in prima persona. L’interesse di questo libro risiede nel fatto che, sulla base di un’ampia documentazione storica, mostra la capacità camaleontica della mafia di inserirsi nei gangli del sistema politico ed economico. La criminalità organizzata quindi, diventa più di un semplice problema di ordine pubblico. La mafia si insedia stabilmente nella “zona grigia” ove si incrociamo politica, affari, burocrazia. Un po’ di tempo fa il Consigliere di Amministrazione SVIMEZ, Piero Barucci, aveva individuato “nell’intermediazione impropria” uno dei mali profondi dell’economia meridionale: la mancanza (storica) di fiducia tra i cittadini, a differenza di quanto avviene in altri parti del Paese, ne limita la collaborazione per conseguire obiettivi economici (fare impresa) e sociali (rispetto di norme e regole comuni al di fuori della famiglia).  Oltre a questo problema se ne aggiunge un altro, proprio laddove dovrebbe essere maggiore la capacità delle Istituzioni di fare da “collante”. Quella capacità, invece, della Mafia di presidiare la “zona grigia” dell’economia, e volgere a proprio favore una parte cospicua delle risorse intermediate dalla PA, ne accresce la resilienza e non aiuta il radicamento di comportamenti di fiducia reciproca. È qui che si annida la pervicacia nel tempo del fenomeno mafioso, con modalità, purtroppo, che ritroviamo con sempre più frequenza anche al di fuori del Sud.

Articoli correlati

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close