Rdc, "Evitare speculazioni"

Rdc, "Evitare speculazioni"

Rdc, “Evitare speculazioni”

«La retorica contro i percettori del reddito dipinti dai politici come approfittatori rappresenta uno dei punti più bassi della campagna elettorale». Luca Bianchi direttore Svimez, commenta i dati sul reddito di cittadinanza pubblicati ieri da "Repubblica" e, a pochi giorni dalle elezioni, bacchetta i politici per errori e disinformazione che il sussidio genera, soprattutto in Campania prima regione d'Italia per beneficiari con 850 mila percettori. (di Tiziana Cozzi).

Bianchi, la sorprendono i dati record del reddito di cittadinanza in Campania?

«No, affatto. È un dato alto però è coerente con l'ampliamento delle aree di povertà che si sta determinando, prima a causa della pandemia e ora, per l'impatto della crescita dell'inflazione sui redditi delle famiglie. Al Sud è più alta che nel resto del Paese, l'incremento dei prezzi di energia e beni alimentari non sono comprimibili per le famiglie e dal punto di vista sociale è una fase delicata, registriamo un ampliamento di povertà. Il reddito di cittadinanza è importante come contenimento della povertà, anche in autunno così difficile come quello che ci aspetta. Può consentire di limitare gli effetti su famiglie più deboli. Se aumenta l'intensità di povertà, serve uno strumento».

In tempi di campagna elettorale questo alto numero di beneficiari può influenzare il voto?

«Sì, può influenzare il voto ma trovo inaccettabile l'interpretazione del reddito come voto di scambio legalizzato, nel senso dell'equazione si votano i partiti che hanno dato il reddito. È sbagliato, il posizionamento dei vari partiti riguardo agli strumenti di tutela della povertà è un tema politico che va affrontato in tal senso, senza speculazioni. I beneficiari del reddito votano i partiti che l'hanno creato? Allora anche i pensionati per anzianità del Nord votano in base all'età media di pensionamento proposta dai partiti. Così si sminuisce il dibattito politico, come se l'elemento determinante fosse il voto di scambio, è discriminatorio per il Sud». Però il reddito viene conteso dai candidati, a destra e a sinistra... «Sì, è diventato bandiera elettorale sia nel rivendicarlo, sia minacciandone l'abolizione. Così si contrappongono i meno poveri ai poveri, in una guerra sociale dove chi guadagna poco e paga le tasse si contrappone a chi non fa nulla e intasca il sussidio, una guerra tra ultimi e penultimi di cui non abbiamo bisogno» .

Come dovrebbe intervenire sul reddito il nuovo governo? «Non va indebolito, non è un'invenzione folle dello Stato assistenzialista del Sud, è uno strumento europeo, il nostro reddito è il più restrittivo e punitivo rispetto agli altri europei. Il reddito va mantenuto anzi, serviranno anche risorse aggiuntive e nel frattempo bisogna intervenire modificando alcuni aspetti, di debolezza, nella sua attuazione per la parte che riguarda l'avviamento al lavoro, dove sono stati fatti molto errori. Sappiamo benissimo che nel Mezzogiorno la possibilità di trovare lavoro è difficile, sia per il mercato che per i centri per l'impiego che non hanno funzionato».

Cosa non ha funzionato?

«Il meccanismo del reddito ha oggettivamente problemi attuativi per l'avviamento al lavoro, non sta funzionando in tal senso ma ricordiamoci che solo una quota dei percettori minoritaria è occupabile, molti non sono occupabili per età, condizioni fisiche, handicap. Da un' indagine Inps, gli occupabili sono meno del 50% dei percettori. Bisognerebbe rendere più facile la coesistenza del reddito da lavoro con il reddito di cittadinanza per evitare un fenomeno di spiazzamento».

Ci attende un autunno difficile. «L'inflazione rischia di interrompere una fase di crescita del Mezzogiorno, ha un forte impatto sulle disuguaglianze, tende a distribuire le ricadute in base al reddito, aumenta le disuguaglianze tra persone e tra territori, con salari che non crescono da anni e un'inflazione bassa al1'8-9%, con la perdita del potere d'acquisto e l'ampliamento ulteriore di famiglie povere. I dati già si vedono, anche tra le famiglie con un solo occupato sta crescendo la povertà, con l'incremento dell'inflazione la situazione peggiorerà».

Cosa dovrà affrontare il nuovo governo? «Si troverà di fronte una situazione complicata, serviranno interventi di sostegno alle famiglie sul fronte costi energetici, bisognerà proseguire sulla linea del governo Draghi e impegnarsi in una nuova stagione di confronto con le parti sociali. Si dovrà cioè riaprire una nuova stagione di contrattazione nazionale e di concertazione politico economica dei salari, come è accaduto negli anni Ottanta, anche grazie al contributo dei sindacati e a quello di Confindustria».

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