Draghi pioniere dei divari di cittadinanza

Draghi pioniere dei divari di cittadinanza

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“Nell’impostazione dell’ultima versione del Recovery Plan ci sono stati passi avanti. Ora l’accelerazione deve essere nell'identificazione delle priorità e sull’attuazione. Giusto integrare gli investimenti del Recovery con il Fondo nazionale per la Coesione ma occorre evitare il rischio che le risorse finendo in un unico contenitore possano perdere la loro allocazione territoriale per l'80% al Sud. Dobbiamo pensare che il Recovery Fund è l’ultima occasione per il sistema economico meridionale di connettersi al processo di crescita del Paese attraverso un rilancio degli investimenti sul sistema produttivo e nelle infrastrutture sociali”. Lo ha detto Luca Bianchi, Direttore SVIMEZ, intervenendo a Radio Anch’io su Rai Radio 1, rispondendo a chi faceva notare come nell’ultima versione del Recovery Fund si sia deciso di ricorrere anche ai fondi per il Sud. Bianchi ha poi ricordato le parole che l’allora governatore della Banca d’Italia scrisse a fine 2009, in occasione di un convegno dedicato al Mezzogiorno dove poneva l’attenzione non tanto sulle risorse aggiuntive, ma sull’esigenza di un riequilibrio nell'offerta dei servizi pubblici in modo da garantire gli stessi diritti al Sud. “Abbiamo tutti bisogno dello sviluppo del Mezzogiorno” - diceva Draghi in quel rapporto scritto più di undici anni fa ma evidentemente ancora attuale - “Il divario tra il Sud e il Centro Nord nei servizi essenziali per i cittadini e le imprese rimane ampio. Le analisi rivelano scarti allarmanti di qualità fra Centro Nord e Mezzogiorno nell’istruzione, nella giustizia civile, nella sanità, negli asili, nell’assistenza sociale, nel trasporto locale, nella gestione dei rifiuti, nella distribuzione idrica. Il Mezzogiorno diventi questione nazionale, non retoricamente ma con ragionato pragmatismo, ogniqualvolta si disegni un intervento pubblico nell’economia o nella società occorre avere ben presenti – sottolineava Draghi - i divari potenziali di applicazione nei diversi territori e predisporre ex ante adeguati correttivi”. “Un metodo - conclude il Direttore SVIMEZ – che va applicato anche agli interventi del Piano Next Generation dando centralità a istruzione, sanità e mobilità e prevedendo obiettivi e target declinati a livello territoriale".

 

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