"Autonomia, una grande illusione del nord"

"Autonomia, una grande illusione del nord"

“Autonomia, una grande illusione del nord”

"L'autonomia è una delle grandi illusioni del Nord, che dovrebbe invece riflettere sul suo declino, che è più rapido di quello del Sud negli ultimi anni". Lo ha detto il presidente dello Svimez, Adriano Giannola Più che altro è un esercizio di fantasia, sono richieste surreali, già realizzate, già fallite, è un modo diverso per
rimettere sempre al centro il tema dell'autonomia, che è una delle grandi illusioni del Nord, che dovrebbe invece riflettere sul suo declino, che è più rapido di quello del Sud negli ultimi anni. Lo ha detto il presidente dello Svimez,
Adriano Giannola, parlando con i giornalisti a Bari, a margine del convegno organizzato dalla Cgil su Politiche per il Mezzogiorno, per l'unità e la crescita del Paese, dove ha risposto a una domanda sui temi prevalenti della campagna elettorale che sembra privilegiare il Nord e, ad esempio, le richieste di autonomia differenziata o rafforzata e la dislocazione nelle regioni settentrionali delle sedi di alcuni ministeri chiave.
Quando io 10 anni fa dicevo, guardate che voi siete in crisi e state estraendo risorse dalla parte più drammaticamente in difficoltà del Paese, mettendovi in ulteriore prospettiva di difficoltà voi stessi' ha proseguito mi dicevano che ero uno sfascista. Io sono una persona del Nord, ho sempre vissuto al sud, e mi sento cittadino italiano. E questa è la cosa che credo stia mancando completamente in queste campagne elettorali. Non è questo il problema: occorre riflettere sui propri problemi, sul problema del Paese e scoprire, se uno ha l'onestà intellettuale di guardare all'Italia da fuori, come forse stanno facendo i tedeschi e i francesi, che l'Italia è un asset importantissimo per tutta l'Unione Europea, perché importantissimo è il Mediterraneo, perché ormai il metano è in mano ai russi, ai turchi, ai libici, ma gli italiani non ce ne stanno. E noi siamo la base logistica dell'Europa. La prossima globalizzazione, semmai riprenderà, sarà il reshoring, l'accorciamento delle catene ha spiegato Giannola e noi abbiamo una potenzialità enorme. Quindi la Germania, che ha capito che a Est non ci può andare più di tanto, è anche l'Europa credo lo abbia capito, deve guardare a Sud. Quindi se Milano non guarda insieme a Napoli, a che cos'è il Mediterraneo, allora noi siamo perduti in una frammentazione idiota che sta avendo il sopravvento mediatico. Giannola ha ricordato che intanto l'Europa ci dà 209 miliardi dicendoci: aumentate la coesione sociale e diminuite le disuguaglianze, perché così andate a fondo' . Se questo ragionamento non viene declinato in modo pacato, costruttivo, comunitario, il Paese veramente va a male. I sette, otto, presidenti del Sud hanno detto una cosa comune? Hanno proposto qualche progetto? No. Io credo che una organizzazione come la Cgil, che ha la tradizione di Di Vittorio, deve leggere il Pnrr ha evidenziato Giannola come la proposta del piano del lavoro produttivo che parte dai porti, aeroporti, logistica, scuola, sanità, garantendo diritti: questo è un modo di rimettere in sesto il Paese e di dargli una risposta europea. Questo è un tema ha concluso che la politica non sta portando avanti, forse le organizzazioni che affondano nel sociale hanno una responsabilità molto più grande del passato di dirlo e di dirlo a voce alta.

Scarica il PDF.dell'intervista pubblicata su Sicilia REport.

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