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Economisti, storici della finanza ed archivisti converranno da tutto il mondo a Napoli il prossimo giugno, dal 15 al 17, per partecipare al convegno su “The Rise of Modern Banking in Naples. A comparative Perspective”.
Il convegno si terrà nella sede dell’antico Banco dei Poveri, oggi sede della Fondazione Banco di Napoli e del suo imponente Archivio Storico: un patrimonio unico al mondo, 300 sale, milioni di documenti che dal 1560 testimoniano la vita giornaliera degli otto banchi pubblici napoletani e i segreti della loro amministrazione. Nel programma proposto, l’Archivio è non solo l’oggetto, ma il protagonista che, con le sue carte, dà risposte a domande importanti su aspetti costitutivi del sistema economico: quelli monetari e creditizi.
Gli studiosi italiani, statunitensi, francesi, inglesi, irlandesi, portoghesi, austriaci che hanno aderito all'iniziativa scandaglieranno uno dei temi più controversi nella storia e nell'analisi economica: la natura del credito, della moneta e della banca. Come nasce la banca moderna e cosa la contraddistingue? Funziona da semplice intermediario tra coloro che danno e coloro che prendono a prestito? O moltiplica il potere d’acquisto a disposizione dell’economia? O, ancora, crea potere d’acquisto ex-novo mediante le sue operazioni attive? E ancora: come nascono le banche centrali, e che funzioni svolgono? Quale è il loro ruolo rispetto alla finanza pubblica? Studiare la genesi storica della banca e delle banche centrali moderne consente di dare risposte nuove e illuminanti a queste sempre attuali questioni.
È a Napoli – questa è la tesi, supportata dalle carte dell’Archivio Storico – che nasce la circolazione fiduciaria per merito dei banchi pubblici. Questi, insieme alla funzione propria degli agenti economici ortodossi, orientati al profitto, mantengono nei secoli una matrice filantropica: una tradizione ben diversa dall'origine puramente mercantile dominante nella tradizione anglosassone. Si studierà il contesto economico-sociale nel quale nasce la banca moderna (il Regno di Napoli nel periodo Spagnolo), e l’intreccio tra gli obiettivi filantropici dei monti e quelli mercantili gestiti dai banchi. Il benevolo concorso del potere vicereale, che li legittima, diviene la base per l’impetuoso sviluppo della circolazione fiduciaria, che fin dalla fine del Cinquecento accoppia alla moneta cartacea le forme più moderne dell’erogazione di credito.
I lavori, articolati in quattro sessioni e due tavole rotonde (queste ultime dedicate ad Archivi e ambiente intellettuale), propongono un’analisi comparata delle origini della banca a Napoli e in Europa, e approfondiscono le tematiche dell’innovazione finanziaria, della funzione delle banche come promotrici dello sviluppo, e delle crisi bancarie. L’approdo conclusivo, nell'ultima sessione, propone una riflessione su “presente e passato” che stabilisce una continuità tra le origini storiche della banca moderna e le attuali sfide che essa fronteggia. Opportunamente, il Governatore della Banca d’Italia presiede questa sessione e conclude i lavori.
Il programma
Corriere del Mezzogiorno - 20 giugno 2017
Corriere del Mezzogiorno - 18 giugno 2017
Corriere del Mezzogiorno - 17 giugno 2017
Corriere del Mezzogiorno - 16 giugno 2017
I Banchi napoletani fondatori della banca moderna - Il Sole 24 Ore - 15 giugno 2017
Corriere del Mezzogiorno - 14 giugno 2017
La banca moderna e le sue origini: a Napoli forum con gli stranieri - Corriere del Mezzogiorno - 12 giugno 2017
Napoli 1463 e il Banco che fece impresa - Corriere della Sera Economia - 12 giugno 2017
Lo scoperto bancario? Altro che Scozia, è nato a Napoli - Corriere del Mezzogiorno - 11 giugno 2017
Storia della banca e parco eolico Calabria - L'Espresso - 8 giugno 2017
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