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Rivista economica del Mezzogiorno,
trimestrale della SVIMEZ

 
Direttore: Riccardo Padovani
 
Comitato scientifico: Paolo Baratta, Fabrizio Barca, Piero Barucci, Pietro Busetta, Leandra D’Antone, Adriano Giannola, Anna Giunta, Antonio La Spina, Amedeo Lepore, Massimo Lo Cicero, Ernesto Mazzetti, Antonio Pedone, Federico Pica, Maria Teresa Salvemini, Mariella Volpe, Sergio Zoppi
 
Comitato di redazione: Luca Bianchi, Luca Cappellani, Antonio Lopes, Delio Miotti, Giorgio Miotti, Carmelo Petraglia, Stefano Prezioso, Giuseppe Provenzano, Grazia Servidio
 
Coordinatore di redazione: Grazia Servidio
 
rem 3 del 2017

 

 INDICE

 

Questo numero

L'UNIVERSITÀ NEL MEZZOGIORNO

PARTE I: SISTEMA UNIVERSITARIO ITALIANO E MEZZOGIORNO

G. Manfredi, D. Asprone - Il sistema universitario: Italia, Mezzogiorno, Campania

G. Marconi, R. Trapasso - L’Università italiana nel contesto internazionale: i dati OCSE

P. Sestito, R. Torrini - Questione universitaria e questione meridionale: alcune riflessioni

G. Viesti - La compressione selettiva e cumulativa del sistema universitario italiano

G. Vecchione - Migrazioni intellettuali ed effetti economici sul Mezzogiorno d’Italia

 

PARTE II: UNIVERSITÀ, COMPETENZE E VALUTAZIONE

G. Antonelli, G. Guidetti, M. Timoteo, G. Pedrini - Mercati del lavoro e occupazione dei laureati magistrali nel Mezzogiorno d’Italia

G. Di Castro, V. Ferri, A. Ricci - Qualità dei percorsi formativi e over-education per i giovani laureati: un confronto territoriale

M. Fiorentino, A. Sanchirico - La necessità di un modello di finanziamento differenziato per le Università italiane. Una prospettiva per la valorizzazione dei piccoli Atenei

F. Prota, M.J. Grisorio - Un’analisi territoriale degli esercizi di valutazione della ricerca italiana

 

PARTE III: L'UNIVERSITÀ PER LO SVILUPPO E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

L. Nicolais, G. Festinese - Il Mezzogiorno e le fabbriche del sapere

R. Varaldo - Il trasferimento tecnologico ad una svolta

A. Sole - Università e sviluppo: le potenzialità di Matera 2019

 

IL MEZZOGIORNO NELLA STAMPA E NEI CONVEGNI,
(a cura di E. Imperiali)

 

Summaries

I collaboratori di questo numero

 

Per informazioni sulla distribuzione della Rivista, rivolgersi alla Società Editrice Il Mulino – Strada Maggiore 37 – 40125 Bologna. Telefono 051/256011 – fax 051/256041 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rivista economica del Mezzogiorno - Numero 3 del 2017 - ABSTRACT

Il sistema universitario: Italia, Mezzogiorno, Campania
di Gaetano Manfredi e Domenico Asprone
Parole chiave: Università del Mezzogiorno; Mobilità degli Studenti Universitari; Finanziamento del Sistema Universitario

Il sistema universitario italiano sta vivendo negli ultimi anni una fase di importanti cambiamenti, nelle dinamiche di accesso ai corsi universitari da parte degli studenti, nei processi di governo degli Atenei, nella disponibilità di risorse economiche, che si sono progressivamente ridotte negli ultimi anni. Le trasformazioni in atto hanno determinato situazioni di criticità per diverse Università italiane, molto spesso purtroppo nel Mezzogiorno, ed è importante interrogarsi su quali politiche porre in atto per porvi rimedio e soprattutto come costruire il sistema universitario italiano di domani. Un’analisi puntuale poi dei dati relativi agli Atenei del Mezzogiorno evidenzia in realtà una situazione differenziata, con gli Atenei delle Isole in seria difficoltà per l’emorragia di studenti, che determina anche una riduzione importante delle risorse, e con un Sud continentale a macchia di leopardo; accanto infatti ad alcune situazioni altrettanto critiche in Basilicata o in Puglia emerge la Campania, i cui Atenei non vivono la stessa riduzione di studenti in atto altrove, e dove un’attenta politica di reclutamento sta dando i suoi frutti in termini di qualità della ricerca e di valore percepito presso gli studenti, le imprese ed in generale la società.

The University system: Italy, Southern Italy, Campania
by Gaetano Manfredi and Domenico Asprone
Keywords: Southern Italy’s Universities; Mobility of University Students; Funding of the University System

Over the recent years, the Italian University system has experienced a phase of dramatic changes related to students’ enrolment on university courses, university governance processes, the availability of economic resources, which have progressively decreased over the last few years. Underway transformations have led to critical situations in several Italian Universities, very often unfortunately in Southern Universities, and it is important to question what policies to put in place to find a solution and above all how to build tomorrow’s Italian University system. An accurate analysis of the data pertaining to Southern Universities actually shows a differentiated situation, as Sicilian and Sardinian Universities struggle due to student drain, which also leads to a significant reduction in resources, and mainland Universities display a patchworked status; besides some equally critical situations in Basilicata or Puglia, the Campania region arises, whose Universities are not experiencing the same reduction of students, and where a careful recruitment policy is bearing fruit in terms of quality of research and value perceived by students, businesses and the public in general.

 

L’Università italiana nel contesto internazionale: i dati OCSE
di Gabriele Marconi e Raffaele Trapasso
Parole chiave: Italia; OCSE; PIAAC; Università; Orientamento; Educazione Terziaria Professionale

Questo paper mette a confronto l’educazione terziaria in Italia con l’esperienza internazionale. Si evidenziano tre principali criticità del sistema italiano. Innanzitutto, ci sono minori risorse pubbliche e private a supporto dell’educazione terziaria italiana, rispetto alla gran maggioranza dei paesi OCSE. Secondo, manca quasi completamente l’istruzione terziaria professionale, intesa sia come percorsi di studio a ciclo breve, sia come corsi triennali professionalizzanti. Infine, mancano quasi del tutto servizi di orientamento che aiutino i ragazzi a scegliere opzioni formative in linea con le proprie attitudini e anche con i bisogni emergenti nell’economia, e che li accompagnino nella transizione tra scuola e lavoro. Aiutare i giovani a scegliere in maniera informata la loro formazione potrebbe anche valorizzare nuove e rilevanti opzioni formative che sono state create da poco, ma che mostrano un buon potenziale in termini di occupabilità: gli Istituti Tecnici Superiori.

The Italian University in the international framework: OECD data
by Gabriele Marconi and Raffaele Trapasso
Keywords: Italy; OECD; PIAAC; University; Guidance; Professional Tertiary Education

This paper compares tertiary education in Italy with international experience. Three main critical aspects of the Italian system are highlighted. First of all, there are fewer public and private resources to support Italian tertiary education, compared to the vast majority of OECD countries. Secondly, professional tertiary education is almost completely lacking, both as short-term study programmes and as professional three-year degree programmes. Finally, guidance services that help young people to choose training opportunities in line with their attitudes and with emerging needs in the economy, and that accompany them in the transition between school and work, are almost entirely lacking. Helping young people to choose their training in an informed way could also enhance new and relevant training opportunities that have been created recently, but which show a good potential in terms of employability – i.e., Higher Technical Institutes.

 

Questione universitaria e questione meridionale: alcune riflessioni
di Paolo Sestito e Roberto Torrini
Parole chiave: Università; Mezzogiorno

In questo lavoro, dopo aver ricordato l’importanza di un buon sistema universitario anche per le potenzialità di sviluppo del territorio, si analizzano i ritardi che caratterizzano mediamente gli Atenei del Mezzogiorno in termini di risorse, carriere degli studenti e risultati della ricerca. Si sottolinea come parte del ritardo nei risultati degli studenti e nella capacità di finanziamento dipenda da fattori di contesto, come la qualità dell’intero percorso formativo degli studenti meridionali e il minor livello di sviluppo locale. Allo stesso tempo si mette in luce come i risultati degli Atenei dell’area, soprattutto nella ricerca, e la minor qualità del reclutamento dipendano anche da una più marcata autoreferenzialità nella gestione dei singoli atenei e di una minor sensibilità alla qualità dei risultati. Si sottolinea infine come questi problemi, compreso il gap di risorse, abbiano origine non recente e non possano quindi essere imputabili alle importanti novità introdotte negli ultimi anni nella allocazione dei fondi pubblici, finalizzate a collegare la distribuzione delle risorse ai risultati conseguiti. Si delineano quindi delle proposte di intervento che muovono dalla premessa della necessità di ampliare il finanziamento complessivo del sistema universitario italiano. In questo ambito, si ritiene opportuna la definizione di una riserva di risorse aggiuntive da destinare al Mezzogiorno sulla base di obiettivi di policy espliciti,che tengano conto dei fattori di svantaggio del territorio. L’allocazione di questi fondi dovrebbe comunque basarsi su criteri di efficienza e premialità, al fine di non alterare il sistema di incentivi faticosamente costruito negli ultimi anni. Si propone poi che alcune misure siano più esplicitamente indirizzate a favorire la qualità del reclutamento e la mobilità del corpo docente, in modo da rompere quel localismo e quei meccanismi autoreferenziali che proprio nel Mezzogiorno sembrano aver maggiormente ostacolato l’emergere di un’attenzione alla qualità dei risultati.

University question and Southern question: some remarks
by Paolo Sestito and Roberto Torrini
Keywords: University; Southern Italy

This paper, after recalling the importance of a good University system also for a potential development of the territory, analyses the delays that characterise the Universities of Southern Italy on average in terms of resources, students’ academic careers and research results. It stresses that part of the delay in student achievement and funding capacity depends on context factors, such as the quality of the entire educational path of Southern students and the lower level of local development. At the same time, it highlights how the results of Southern Universities, especially in the field of research, and the lower quality of recruitment also depend on a more marked self-reference in the management of individual Universities and a lower sensitivity to the quality of results. Lastly, it underlines that such problems, including the resource gap, are not recent and therefore cannot be attributed to the important changes introduced in recent years in the allocation of public funds, aimed at linking the distribution of resources to the results achieved. Then, it outlines proposals for intervention which are based on the need to expand the overall funding of the Italian university system. In this context, it is considered appropriate to define a reserve of additional resources to be allocated to Southern Italy according to explicit policy objectives, which take into account the factors disadvantaging the territory. The allocation of these funds should however be based on efficiency and reward criteria, so as not to alter the system of incentives that has been built with effort in recent years. Finally, it suggests that some measures are more explicitly aimed at encouraging the quality of recruitment and the mobility of the teaching staff, in order to break that localism and self-referential mechanisms that seem to have mostly diverted the attention to quality results in the South of Italy

 

La compressione selettiva e cumulativa del sistema universitario italiano
di Gianfranco Viesti
Parole chiave: Università; Istruzione Superiore; Politiche pubbliche; Valutazione; Mezzogiorno

Negli ultimi dieci anni sono stati realizzati molti interventi di politica universitaria. Essi hanno avuto complessivamente l’effetto di ridurre l’istruzione terziaria in Italia e in particolare nel Mezzogiorno, comprimendo e distorcendo l’offerta degli Atenei e riducendo la domanda di istruzione, attraverso scelte politiche molti forti. Si tratta di scelte che danneggiano tanto la mobilità sociale quanto le complessive prospettive di sviluppo dell’area (oltre che dell’intero Paese), dato il fondamentale ruolo giocato dalle istituzioni universitarie e dal capitale umano nell’economia contemporanea e in quella ragionevolmente prevedibile per il futuro. L’articolo riassume le principali linee di queste politiche, ricordando il grande disinvestimento sull’istruzione universitaria realizzato in Italia negli ultimi dieci anni, illustrando e discutendo la scelta di segmentare – in questo scenario d’insieme – il sistema universitario nazionale in una “serie A” e in una “serie B”, e presentando le modalità con cui questa scelta è stata messa in atto; evidenziando alcune riflessioni sui processi di valutazione della ricerca, e sul loro utilizzo come importante strumento per favorire ed accentuare questa segmentazione. Il testo illustra poi come tutte queste decisioni abbiano coerentemente mirato ad una forte compressione, in particolare, del sistema universitario del Mezzogiorno, destinata, grazie all’azione automatica e cumulativa di norme e indicatori, a protrarsi nel tempo.

The selective and cumulative compression of the Italian University system
by Gianfranco Viesti
Keywords: University; Higher Education; Public Policies; Evaluation; Southern Italy

Several University policy interventions have been implemented over the last ten years. Overall, they have had the effect of reducing tertiary education in Italy and in particular in Southern Italy, compressing and distorting academic offer and reducing the demand for education, through strong political choices. Such choices damage both social mobility and the overall development prospects of this area (as well as the country as a whole), given the fundamental role played by Universities and human capital both in the contemporary and future economy – as it is reasonably foreseeable. This paper summarizes the main lines of these policies, recalling the great disinvestment on University education carried out in Italy over the last ten years, illustrating and discussing the choice to segment – in this overall scenario – the national University system in “first-class” and “second-class” Universities, and presenting how this choice was made; highlighting some reflections on the research evaluation processes, and their use as an important tool to promote and emphasise this segmentation. Then, the paper shows how all these decisions have consistently aimed at a strong compression, in particular, of Southern Italy’s University system, destined, thanks to the automatic and cumulative action of rules and indicators, to continue over time.

 

Migrazioni intellettuali ed effetti economici sul Mezzogiorno d’Italia
di Gaetano Vecchione
Parole chiave: Migrazione intellettuale; Mezzogiorno; Università

Tra le sue finalità istituzionali, l’Università ha anche quella di contribuire a creare sviluppo nel territorio geografico in cui opera. Tale contributo nasce a partire dalla valorizzazione del capitale umano che, una volta formato, dovrebbe occuparsi nell’impresa, nella P.A, nelle istituzioni. Un’area geografica che non riesce ad offrire opportunità per individui high-skilled, inducendoli in alcuni casi alla migrazione forzata, è destinata a conoscere un progressivo deterioramento del proprio capitale umano e, nel lungo periodo, una progressiva marginalizzazione del proprio ruolo nello scenario sempre più concentrato intorno ai grandi poli culturali, economici e finanziari d?Europa e del mondo. Il fenomeno delle migrazioni intellettuali e il dibattito dei suoi effetti sulle aree di origine e destinazione assume dunque un connotato sempre più determinante nei processi di sviluppo regionale di interi paesi e aree geografiche. Il presente lavoro cerca di offrire un contributo al dibattito sulla misurazione degli effetti economici derivanti dalla migrazione degli high-skilled con particolare riferimento alla migrazione italiana interna.

Intellectual Migrations and Economic Effects on Southern Italy
by Gaetano Vecchione
Keywords: Intellectual Migrations; Southern Italy; University

Among its institutional aims, the University also has to contribute to create development in the geographical area where it operates. Such contribution arises from the development of human capital, which, once trained, should be employed in enterprises, in the P.A, in the institutions. A geographical area failing to offer opportunities to highly-skilled individuals, leading them to forced migration in some cases, is destined to experience a progressive deterioration of its human capital and, in the long run, a progressive marginalisation of its role in the scenario always more focused on the major cultural, economic and financial centres of Europe and the world. The phenomenon of intellectual migration and the debate on its effects on the areas of origin and destination thus acquires an increasingly decisive feature in the processes of regional development of entire countries and geographical areas. This paper tries to offer a contribution to the debate on the measurement of the economic effects deriving from the migration of highly-skilled individuals, with particular reference to Italian internal migration

 

Mercati del lavoro e occupazione dei laureati magistrali nel Mezzogiorno d’Italia
di Gilberto Antonelli, Giovanni Guidetti, Marina Timoteo e Giulio Pedrini
Parole chiave: Occupazione dei Laureati nel Sud; Dualismo territoriale

Lo scopo di questo contributo è quello di sviluppare un’analisi preliminare sugli esiti occupazionali dei laureati magistrali nel 2010 a cinque anni dalla laurea, con particolare enfasi sui laureati occupati e residenti al Sud. La fonte dati utilizzata è fornita dall’indagine condotta annualmente da AlmaLaurea sugli esiti occupazionali dei laureati. In una prospettiva di analisi comparata in cui le performance occupazionali dei laureati occupati e residenti al Sud sono comparati con i loro omologhi delle regioni centro-settentrionali emerge un quadro di accentuata divergenza che conferma la struttura dualistica del tessuto economico- sociale del nostro Paese

Labour markets and employment of Master’s graduates in Southern Italy
by Gilberto Antonelli, Giovanni Guidetti, Marina Timoteo and Giulio Pedrini
Keywords: Employment of Southern Graduates; Territorial Dualism

The aim of this paper is to develop a preliminary analysis on the employment outcomes of 2010 master’s graduates five years after graduation, paying particular attention to graduates employed and residing in the South. The data source used is provided by the survey carried out yearly by AlmaLaurea on the employment outcomes of graduates. From a comparative analysis perspective where the occupational performances of graduates employed and resident in the South are compared with their counterparts in Central-Northern regions, a picture of marked divergence emerges, thus confirming the dualistic structure of our country’s economic and social fabric.

 

Qualità dei percorsi formativi e over-education per i giovani laureati: un confronto territoriale
di Giovanna Di Castro, Valentina Ferri e Andrea Ricci
Parole chiave: Transizione Università-Lavoro; Qualità Percorsi Formativi; Over-Education; Italia

Questo lavoro indaga la relazione che lega la qualità dei percorsi formativi e diffusione del fenomeno dell’over-education tra i giovani laureati in Italia. A tal fine si utilizzano i dati dell’Indagine sulle transizioni Scuola-Lavoro condotta dall’INAPP (ex ISFOL) nel 2014 su un campione rappresentativo di individui di età compresa tra i 20 e i 35 anni. L’analisi empirica dimostra che circa il 48% dei giovani laureati dichiara di essere in una condizione di over-education, un dato che appare relativamente uniforme sul territorio nazionale. L’applicazione di semplici modelli di regressione permette di verificare inoltre i seguenti risultati. Primo, il possesso di una laurea (triennale o magistrale) in materie tecnico-scientifiche riduce significativamente la probabilità di over-education rispetto a quelle umanistiche e professionali in tutte le regione italiane, mentre la specializzazione post-laurea e/o il dottorato di ricerca aumenta significativamente tale rischio, soprattutto nel Nord del paese. Secondo, le altre misure della qualità del percorso formativo, come la ripetizione dell’anno scolastico e il voto, incidono in modo marginale sulla percezione di over-education che, d’altra parte, tende a ridursi con il numero di anni trascorsi dal conseguimento dell’ultimo titolo di studio. Terzo, tali evidenze si confermano anche quando si applicano procedure di selezione campionaria a la Heckman. Ciò suggerisce che un meccanismo di inefficiente assegnazione delle qualifiche e delle competenze degli individui più qualificati ai posti di lavoro offerti dalle imprese è un fenomeno che caratterizza piuttosto uniformemente tutto il territorio nazionale.

The quality of educational paths and over-education of young graduates: a territorial comparison
by Giovanna Di Castro, Valentina Ferri and Andrea Ricci
Keywords: University-Work Transition; Quality of Educational Paths; Over-Education; Italy

This paper investigates the relationship between the quality of the educational paths and the spread of the phenomenon of over-education among young graduates in Italy. To this end, the data from the School-Work Transition Survey carried out by the INAPP (former ISFOL) in 2014 on a representative sample of individuals aged between 20 and 35 years are used. The empirical analysis shows that about 48% of young graduates say they are in a condition of over-education, a figure that appears to be relatively uniform at national level. The application of simple regression models give verification to the following results. Firstly, the possession of a degree (three-year or master’s degree) in technical and scientific subjects significantly reduces the likelihood of over-education compared to humanistic and professional degrees in all Italian regions, while post graduate specialisation and/or research doctorate increases significantly such risk, especially in North Italy. Secondly, the other measures of the quality of the educational path, such as the repetition of a school year and the marks, have a marginal impact on the perception of over-education which, on the other hand, tends to decrease as years pass from the achievement of the last educational qualification. Thirdly, such evidence is also confirmed when Heckman’s sample selection procedures are applied. This suggests that a mechanism of inefficient assignment of most qualified individuals’ positions and skills to jobs offered by businesses is a phenomenon that quite uniformly characterises all the Country.

 

La necessità di un modello di finanziamento differenziato per le Università italiane. Una prospettiva per la valorizzazione dei piccoli Atenei
di Mauro Fiorentino e Antonio Sanchirico
Parole chiave: Finanziamento Università; Atenei Piccoli e Medi

Vengono evidenziati i motivi per i quali un modello di finanziamento unico e indifferenziato per tutte le Università statali risulta difficilmente riconducibile ad equità. Viene conseguentemente suggerito di sperimentare modelli differenziati per categorie dimensionali, soffermandosi, in particolare, sulle Università piccole e medie, che sono quelle per le quali le politiche degli ultimi anni tendono a mostrare le maggiori criticità. L’analisi è condotta secondo un approccio scientifico consolidato, basato sul concetto di entropia informativa, che nasce nelle scienze dell’informazione e che, sfruttando l’analogia con i sistemi termodinamici, si è rivelato particolarmente utile per lo studio di sistemi complessi anche molto diversi tra loro, dagli ambiti fisico-biologici a quelli economico-sociali. In questo lavoro l’approccio entropico è applicato alla distribuzione degli studenti iscritti nelle Università pubbliche italiane e consente di mettere in evidenza come le Università piccole e medie hanno una maggiore esigenza di contemplare fenomeni dissipativi assenti negli Atenei più grandi. D’altra parte, sia la preponderanza numerica degli Atenei piccoli e medi, sia la loro funzione particolarmente adatta a sposare la variegata realtà sociale italiana, impongono di considerare questa circostanza come una peculiarità del sistema, da portare opportunamente in conto nei modelli di finanziamento.

The need for a diversified funding model for Italian universities. Perspectives to promote small universities
by Mauro Fiorentino and Antonio Sanchirico
Keywords: University Funding; Small and Medium Universities

This paper highlights the reasons why a single and not diversified funding model for all the State Universities is difficult to link to equity. It consequently suggests experimenting with models differentiated by dimensions, focusing, in particular, on small and medium universities, which are those which tend to show the most critical issues as to the policies of the last few years. The analysis is carried out according to a well-established scientific approach, based on the concept of information entropy, which arises in the information sciences and which, exploiting the analogy with thermodynamic systems, has proved particularly useful for the study of complex systems, even very different from one another, from physical-biological to economic-social fields. This paper applies the entropic approach to the distribution of students enrolled in Italian public Universities and allows to highlight how the small and medium Universities have a greater need to consider dissipative phenomena not occurring in the larger Universities. On the other hand, both the higher number of small and medium Universities, and their function particularly suited to match with the varied Italian social reality, require us to consider this condition as a peculiarity of the system, to be appropriately taken into account in the funding models

 

Un’analisi territoriale degli esercizi di valutazione della ricerca italiana
di Francesco Prota e Maria Jennifer Grisorio
Parole chiave: Valutazione della ricerca; Università; Variabilità nella performance; Italia

Questo breve saggio cerca di contribuire al dibattito sullo stato di salute della ricerca accademica italiana confrontando i risultati delle due valutazioni della qualità della ricerca (la VQR 2004-2010 e la VQR 2011-2014) da un punto di vista territoriale. In particolare, si analizza se ed in che misura la qualità della produzione scientifica è omogenea fra le diverse aree del Paese e se vi siano significative differenze nelle performance delle Università fra i due esercizi di valutazione.

A territorial analysis of the evaluation exercises of Italian research
by Francesco Prota and Jennifer Grisorio
Keywords: Research Evaluation; University; Variability of performance; Italy

This short essay seeks to contribute to the debate on the health condition of Italian University research by comparing the results of the two evaluations of research quality (the VQR 2004-2010 and the VQR 2011-2014) from a territorial point of view. In particular, we analyse whether and to what extent the quality of scientific production is homogeneous between the different areas of the country and whether there are significant differences in the performance of the Universities between the two evaluation exercises.

 

Il Mezzogiorno e le fabbriche del sapere
di Luigi Nicolais e Giuseppe Festinese
Parole chiave: Innovazione; Università; Mezzogiorno; Sviluppo

Nell’economia della conoscenza, i centri di ricerca e le Università, soprattutto in aree a ritardo di sviluppo e a bassa presenza industriale hi-tech, rappresentano per dimensioni, numeri, politiche e attività, insediamenti produttivi avanzati che concorrono a creare e a diffondere innovazione culturale, organizzativa, sociale. Questi favoriscono la crescita e la mobilità del capitale umano, l’attrazione di investimenti, la valorizzazione del territorio e la qualificazione urbana. Inoltre, pur a fronte di rigidità normative e procedurali, sperimentano e propagano nuove forme di cooperazione interistituzionale pubblico-privato con interessanti ricadute per il territorio e le politiche locali. Tra i possibili esempi, si cita il progetto di learning by doing della iOS Developer Academy, nato dall’intesa Università degli Studi di Napoli “Federico II” con Apple Inc., progressivamente esteso a tutte le Università campane.

Southern Italy and the factories of knowledge
by Luigi Nicolais and Giuseppe Festinese
Keywords: Innovation; University; Southern Italy; Development

In the knowledge economy, research centres and Universities represent – especially in areas with a lagging development and a low rate of hi-tech businesses – advanced production facilities as to dimensions, numbers, policies and activities, contributing to create and spread cultural, organizational and social innovation. These promote the growth and mobility of human capital, the attraction of investments, the enhancement of the territory and urban qualification. Furthermore, even in view of regulatory and procedural rigour, they experiment and disseminate new forms of public-private inter-institutional cooperation with remarkable repercussions both for the territory and local policies. Among the possible examples, we may mention the learning by doing project of the iOS Developer Academy, created by the agreement between the University of Naples “Federico II” and Apple Inc., progressively extended to all Campania’s Universities

 

Il trasferimento tecnologico ad una svolta
di Riccardo Varaldo
Parole chiave: Conoscenza; Exploitation; Innovazione; Industrie innovative; Spin off; Start up

La capacità di exploitation dei prodotti dell’attività di ricerca, in senso economico e commerciale, è la proprietà distintiva dei paesi all’avanguardia nel campo dell’innovazione come driver della crescita dell’economia. Se l’Italia vuole recuperare lo storico ritardo che denuncia in materia deve impegnarsi, con uno sforzo collettivo, da parte dell’università, dell’industria e della finanza innovativa per organizzare e gestire il trasferimento tecnologico in modo più efficace ed efficiente. Nel lavoro vengono approfondite le basi per compiere questa “svolta del trasferimento”, e con particolare riferimento alla realtà del Mezzogiorno.

Technology transfer at a turning point
by Riccardo Varaldo
Keywords: Knowledge; Exploitation; Innovation; Innovative industries; Spin off; Start up

The exploitation capacity of research products, in economic and commercial terms, is the distinctive property of those countries at the forefront of innovation as drivers of economic growth. If Italy wants to recover the historic delay on such subject, it must commit, with a collective effort by Universities, industries and innovative finance, to organize and manage technology transfer more effectively and efficiently. This paper focuses on the bases for carrying out this “turning point of the transfer”, with particular reference to Southern Italy’s environment.

 

Università e sviluppo: le potenzialità di Matera 2019
di Aurelia Sole
Parole chiave: Capitale Europea della Cultura; Università; Sviluppo

Il lavoro analizza brevemente l'influenza della nomina a “Capitale Europea della Cultura” (ECoC) sulle scelte politiche e culturali attuate nelle diverse città e sugli effetti indotti.
Esamina lo sviluppo della candidatura della città di Matera, “Capitale Europea della Cultura” 2019, nella fase di costruzione del dossier, degli obiettivi e delle aspettative.
In particolare, si pongono in evidenzia: i finanziamenti nazionali, regionali e comunali legati alle infrastrutture, alla rigenerazione urbana e al percorso di attuazione del dossier; l’organizzazione della struttura di gestione del progetto, i principali obiettivi e le criticità incontrate. Infine evidenzia il ruolo dell’Università della Basilicata nel processo di sviluppo della Regione con particolare riferimento alla sede materana, i propri punti di forza e di debolezza e le potenzialità del progetto ECoC.

University and development: Matera 2019’s potential
by Aurelia Sole
Keywords: European Capital of Culture; University; Development

This paper briefly analyses the influence of the appointment as “European Capital of Culture” (ECoC) on the political and cultural choices implemented in the various cities and on the effects triggered.
It examines the development of the candidacy of the city of Matera as 2019 “European Capital of Culture”, during the construction phase of the dossier, the objectives and the expectations.
In particular, the following aspects are highlighted: national, regional and municipal funding related to infrastructure, urban regeneration and the implementation of the dossier; the organization of the project management structure, the main objectives and the criticalities encountered. Finally, the role of the University of Basilicata in the development process of the region, with particular reference to Matera, its strengths and weaknesses and the potential of the ECoC project, are underlined.

 

Premessa, di Manin Carabba
 
Questo fascicolo della “Rivista giuridica” è dedicato all’importante azione politica per lo sviluppo del Mezzogiorno messa in atto dal Governo Gentiloni nel corso degli ultimi mesi, completando l’opera del Governo Renzi.
Possiamo infatti veramente affermare che, dopo decenni bui, nei quali le misure di intervento per il Mezzogiorno erano state “bandite” dal vocabolario della politica economica italiana, si assiste finalmente a una rinnovata attenzione e sensibilità delle Istituzioni per la “questione meridionale”, che emerge dai concreti interventi del Governo, oltre che da una felice congiunzione tra le politiche nazionali e territoriali tra di loro e con quelle dell’Unione europea.
La “Rivista” intende rappresentare una testimonianza, sia pure circoscritta ad alcune tematiche particolari , di quanto è stato fatto e di quanto si sta continuando a fare per il nostro Sud, nel tentativo di fornire approfondimenti e riflessioni sui singoli aspetti delle questioni che sono state poste sul tappeto, con l’auspicio che il nostro lavoro possa avere una qualche utilità e fungere da stimolo per le Istituzioni e per gli studiosi e gli operatori del settore.
Passando ai contenuti del fascicolo, segnaliamo che in esso sono pubblicati il contributo di Agnese Claroni, dedicato alle misure di intervento per il Mezzogiorno, con particolare riferimento ai contenuti dei decreti “Mezzogiorno” e “crescita”; il saggio di Giuseppe L.C. Provenzano, sulla riserva di investimenti del 34%; e il saggio di Roberto Gallia, sul tema della politica per le infrastrutture e gli interventi per la coesione territoriale nei decreti sul Mezzogiorno.
Fanno quindi seguito tre contributi, dedicati al tema delle Zone Economiche Speciali: il primo, di Amedeo Lepore e Pietro Spirito, tratta le Zone Economiche Speciali come leva di politica industriale per lo sviluppo manifatturiero e logistico del Mezzogiorno.
Il secondo contributo, di Ennio Forte, concerne logistica economica, portualità e Zone Economiche Speciali per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Il terzo contributo, di Delio Miotti, riguarda istituzione e regolamentazione delle Zone Economiche Speciali, nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate, nelle Regioni in ritardo di sviluppo e in transizione.
In questo numero sono anche riprodotti il saggio di Federico Spanicciati, dedicato al territorio e all’assetto idrico e alla gestione dell’acqua a livello locale; e il testo di Gian Paolo Boscariol, sulle nuove procedure contabili del Fondo per lo sviluppo e la coesione, e sull’analisi della gestione negli esercizi 2015 e 2016.
Chiude la Rubrica dedicata ai Saggi e Contributi l’articolo di Vincenzo Mario Sbrescia, dal titolo “Meridionalismo ed autonomismo: unità nazionale ed autogoverno delle comunità territoriali. Il pensiero istituzionale di Guido Dorso a settant’anni dalla scomparsa”.
E’ doveroso sottolineare, in particolare, che alcuni dei saggi qui pubblicati (tra cui quelli qui richiamati di Roberto Gallia, di Ennio Forte, di Delio Miotti e di Federico Spanicciati), sono stati predisposti in occasione del Seminario giuridico SVIMEZ del 3 luglio 2017, dedicato al tema “Città e connessioni territoriali per il Mezzogiorno”. I testi degli altri Contributi al Seminario sono in fase di completamento e di revisione, e verranno pubblicati in un successivo numero monografico della nostra “Rivista”.
Nel fascicolo, come di consueto, sono pubblicati anche la Rassegna periodica sulla normativa nazionale per le aree sottoutilizzate; il Commento alla giurisprudenza più recente; le schede sui Documenti maggiormente significativi; le Recensioni e le Schede bibliografiche.
Completano la “Rivista” gli Indici dell’intera annata 2017.

 

Rivista Giuridica del Mezzogiorno - numero 4/2017

In ricordo di Elisa Costanzo

L’azione politica per lo sviluppo del Mezzogiorno nel Governo Gentiloni

Premessa, diManin Carabba
 
Saggi e contributi
Agnese Claroni - Le misure di intervento per il Mezzogiorno. I decreti “Mezzogiorno” e “crescita”
Giuseppe L.C. Provenzano - La riserva di investimenti del 34%
Roberto Gallia - La politica per le infrastrutture e gli interventi per la coesione territoriale nei recenti provvedimenti per il Mezzogiorno
Amedeo Lepore e Pietro Spirito - Le Zone Economiche Speciali: una leva di politica industriale per lo sviluppo manifatturiero e logistico del Mezzogiorno (Allegati)
Ennio Forte - Logistica economica, portualità e Zone Economiche Speciali per lo sviluppo del Mezzogiorno
Delio Miotti - Zone Economiche Speciali per accelerare i processi di sviluppo delle regioni del Sud appartenenti all’area della convergenza e non solo di quelle
Federico Spanicciati - Territorio e assetto idrico. La gestione dell’acqua a livello locale
Gian Paolo Boscariol - Le nuove procedure contabili del Fondo per lo sviluppo e la coesione: analisi della gestione negli esercizi 2015 e 2016
Vincenzo Mario Sbrescia - Meridionalismo ed autonomismo: unità nazionale ed autogoverno delle comunità territoriali. Il pensiero istituzionale di Guido Dorso a settant’anni dalla scomparsa
 
Rassegne
1. La normativa nazionale per le aree sottoutilizzate (luglio-ottobre 2017), a cura di Agnese Claroni
2. Mezzogiorno e politica di sviluppo nei provvedimenti “anticrisi” varati da Parlamento e Governo negli ultimi mesi, a cura di Agnese Claroni
3.Recenti pronunce giurisprudenziali in tema di interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno, a cura di Gianpaolo Fontana
 
Documenti
1. ISTAT, “La povertà in Italia” (luglio 2017) (R.G.)
2. ISTAT, “I rischi naturali in Italia” (agosto 2017) (R.G.)
3. Confcommercio, “Nota sulle economie territoriali” (settembre 2017) (R.G.)
4. ASVIS, “L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile” (settembre 2017) (R.G.)
5. ANCI, “Rigenerazione urbana: un progetto per l’Italia” (ottobre 2017) (R.G.)
 
Rassegna bibliografica
 
1. - Recensioni
Francesco Dandolo, Il Mezzogiorno fra divari e cooperazione internazionale. “Informazioni SVIMEZ” e la cultura del nuovo meridionalismo (1948-1960), Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 269, Recensione di Vincenzo Mario Sbrescia
Lucio Potito, Economia Aziendale, Torino, Giappichelli, 2017, pp. 488, Recensione di Andrea Ramazzotti
Marco Cucco, Giacomo Manzoli (a cura di), Il cinema di Stato: Finanziamento pubblico ed economia simbolica nel cinema italiano contemporaneo, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 273, Recensione di Gian Paolo Manzella
Ilaria Ottaviano, Gli accordi di cooperazione territoriale dell’Unione europea, Bari, Cacucci, 2017, pp. 314, Recensione di Giuseppe Asaro
Gian Paolo Manzella, L’economia arancione. Storie e politiche della creatività, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2017, pp. 150, Recensione di Giuseppe Asaro
Alessandro Leongrande (a cura di), L’altro Risorgimento. Carlo Pisacane, Roma, Edizioni dell’Asino, 2017, pp. 150, Recensione di Roberto Gallia
Istituto Nazionale di Urbanistica, Rapporto dal Territorio 2016, Roma, Edizioni dell’INU, 2017, tre volumi, pp. 324 + 182 + 86, Recensione di Roberto Gallia
 
2. - Schede bibliografiche
Raul Caruso, Economia della pace, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 276 (R.G.)
Enrico Fontanari, Giuseppe Piperata (a cura di), Agenda RE-CYCLE. Proposte per reinventare la città, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 304 (R.G.)
 
3. - Libri ricevuti
 
Notizie sui collaboratori
 
Indice dell'annata 2017
 
Indice generale dei fascicoli
 
Indice dei provvedimenti per le aree sottoutilizzate del territorio nazionale considerati in corso d’anno
 
Indice dei collaboratori dell’annata
 

Territorio e assetto idrico. La gestione dell’acqua a livello locale
di Federico Spanicciati
Il contributo si occupa di analizzare la struttura delle competenze e della pianificazione in materia di governo dell’assetto idrogeologico e del servizio idrico. Questi due settori infatti, pur essendo separati per corpus normativo, autorità preposte e pianificazioni di settore devono considerarsi come un unico sistema comunicante, unito dalla natura e dalle peculiarità dell’oggetto posto a base degli stessi: l’acqua. Questo studio si focalizza poi sulla situazione meridionale, sottolineando come le peculiarità dei territori siano rilevanti nella reale governance di questo sistema complesso.

 

Le nuove procedure contabili del Fondo per lo sviluppo e la coesione: analisi della gestione negli esercizi 2015 e 2016
di Gian Paolo Boscariol
Con la legge di stabilità 2015 sono state modificate le procedure contabili per il trasferimento delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione alle Amministrazioni destinatarie degli interventi, facendo ricorso ad un apposito conto corrente di tesoreria. In linea con gli analoghi dossier sulla gestione del FAS e del FSC predisposti quando lavorava presso il Servizio Studi della Camera dei deputati, l’autore ricostruisce i passaggi contabili delle risorse FSC negli esercizi finanziari 2015 e 2016 dal bilancio dello Stato al conto corrente presso la RGS-IGRUE, evidenziando le problematiche connesse alle nuove modalità e raccogliendo le informazioni disponibili in merito all’utilizzo delle risorse trasferite. In uno specifico paragrafo vengono esposte alcune riflessioni sulla formazione - in quantità assai considerevole - di residui passivi del FSC nel periodo dal 2010 al 2016.

In questo numero della “Rivista giuridica del Mezzogiorno”, sono raccolti i contributi presentati al Seminario dedicato a “Un ‘MIT’ per il Mezzogiorno. Ricerca scientifica e sviluppo tecnologico: il ruolo delle Università e delle imprese meridionali”, svoltosi alla SVIMEZ il 5 aprile 2017, presieduto e coordinato da Manin Carabba.
Questo numero monografico, che intende fornire evidenza e riflessioni sul tema predetto, si apre con l’Intervento di saluto pronunciato da Manin Carabba al Seminario.
Seguono i testi delle Relazioni introduttive, pronunciate da Alessandro Bianchi, Giuseppe Coco, Giovanni Cannata, Amedeo Lepore (su “Innovazione tecnologica e industria 4.0: la nuova frontiera dello sviluppo”), Riccardo Varaldo (sul tema “Per un MIT utile e sostenibile per il Mezzogiorno”).
Fanno quindi seguito gli Interventi svolti da Francesco Sylos Labini e da Mauro Fiorentino.
Nella
“Rivista” sono poi riprodotte le Conclusioni, pronunciate da Sergio Zoppi, e le brevi Considerazioni con cui Manin Carabba ha chiuso la manifestazione.
Si inseriscono nel fascicolo monografico anche i testi di alcune Memorie scritte, direttamente connesse con gli argomenti posti al centro della riflessione comune, tra le quali vanno segnalate quella di Luca Cappellani, dal titolo “Proposta per un ‘MIT del Mezzogiorno: il ponte della conoscenza’. Alcune questioni aperte” , e quella di Alessandro Aresu e Giuseppe L.C. Provenzano, dal titolo “Verso un ‘IRI della conoscenza’”.
Seguono altri contributi, tra cui un articolo di Gian Paolo Boscariol sulle aree interne nei territori montani, e un saggio di Manin Carabba su Mezzogiorno e Programmazione. Nella Sezione monografica della “Rivista” sono dunque riportati i Contributi dei Relatori e di quanti sono intervenuti al Seminario, in versione riveduta e corretta dagli Autori, nonché alcuni dei testi delle Memorie presentate.
Nel fascicolo - come di consueto - sono pubblicati anche la Rassegna periodica sulla normativa nazionale per le aree sottoutilizzate, il Commento alla giurisprudenza più recente, le schede sui Documenti maggiormente significativi, le Recensioni e le Schede bibliografiche.

 

Rivista Giuridica del Mezzogiorno - numero 3/2017

Un “MIT” per il Mezzogiorno.
Ricerca scientifica e sviluppo tecnologico: il ruolo delle Università e delle imprese meridionali

Manin Carabba - Intervento di saluto
 
Relazioni introduttive
Alessandro Bianchi - Un «Mit» per il Mezzogiorno
Giuseppe Coco - L’intervento dello Stato in economia. Le politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno
Giovanni Cannata - “Fare sistema” per creare un laboratorio per l’innovazione tecnologica, tecnica, sociale e istituzionale
Amedeo Lepore - Un polo di competenza tecnologica nel quadro delle strategie per l’innovazione e di un nuovo protagonismo del Mezzogiorno
Riccardo Varaldo - Per un MIT utile e sostenibile per il Mezzogiorno
Intervento, di Mauro Fiorentino
Conclusioni, di Sergio Zoppi
 
Brevi considerazioni, di Manin Carabba
 
Memorie
Luca Cappellani - Proposta per un “MIT del Mezzogiorno: il ponte della conoscenza”. Alcune questioni aperte
Giuseppe L.C. Provenzano, Alessandro Aresu - La politica industriale è tornata, ora serve un nuovo «IRI della conoscenza»
 
Altri contributi
Gian Paolo Boscariol - La strategia per le aree interne quale strumento di sviluppo dei territori montani
Vincenzo Mario Sbrescia - Questione meridionale e questione amministrativa locale: l’auspicabile ritorno ai controlli esterni di legittimità sulle autonomie territoriali per contribuire a contrastare illegalità e cattiva amministrazione
Manin Carabba - Mezzogiorno e Programmazione
 
Rassegne
1. La normativa nazionale per le aree sottoutilizzate (aprile-luglio 2017), a cura di Agnese Claroni
2. Mezzogiorno e politica di sviluppo nei provvedimenti “anticrisi” varati da Parlamento e Governo (aprile-luglio 2017), a cura di Agnese Claroni
3.Recenti pronunce giurisprudenziali in tema di interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno, a cura di Gianpaolo Fontana
 
Documenti
1. Documento di lavoro dei servizi della Commissione, «Il valore aggiunto delle condizionalità ex ante nell’ambito dei Fondi strutturali e di investimento» (31 marzo 2017) (G.A.)
2. Corte dei conti europea, Relazione speciale n. 4/2017, «Tutela del bilancio dell’Ue dalle spese irregolari: durante il periodo 2007-2013 la Commissione ha fatto ricorso sempre più frequentemente a misure preventive e rettifiche finanziarie nel settore della coesione» (27 aprile 2017) (G.A.)
3. Agenzia per la coesione territoriale, «Linee guida per l’efficace espletamento dei controlli di I livello dei Fondi SIE per la programmazione 2014-2020» (24 maggio 2017) (G.A.)
4. Gruppo ad alto livello sulla semplificazione a favore dei beneficiari dei Fondi strutturali e di investimento europei, «Relazione finale per un quadro dei fondi Ue semplificato post 2020» (11 luglio 2017) (G.A.)
5. ISTAT, «La povertà in Italia» (luglio 2017) (R.G.)
 
Rassegna bibliografica
 
1. - Recensioni
Eric Weiner, La geografia del genio, Roma, Bompiani, 2016, pp. 413, Recensione di Gian Paolo Manzella
Paolo Pagliaro, Punto: Fermiamo il declino dell’informazione, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 127, Recensione di Gian Paolo Manzella
Maria Rosaria Ferrarese, Promesse mancate, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 200, Recensione di Gian Paolo Manzella
Loreto Di Nucci, La democrazia distributiva, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 225, Recensione di Gian Paolo Manzella
Enrico Letta, Contro venti e maree: idee sull’Europa e l’Italia, Bologna, Il Mulino, pp. 156, Recensioni di Gian Paolo Manzella e di Vincenzo Mario Sbrescia
Romano Prodi, Il piano inclinato. Conversazione con Giulio Santagata e Luigi Scarola, Bologna, Il Mulino 2017, pp. 159, Recensione di Vincenzo Mario Sbrescia
 
2. - Schede bibliografiche
Tiziano Torresi, Sergio Paronetto. Intellettuale cattolico e stratega dello sviluppo, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 496 (R.G.)
 
3. - Libri ricevuti
 
Notizie sui collaboratori
Associazione per lo sviluppo
dell'industria del Mezzogiorno
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Centralino 06.478501
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